Un contributo, non una detrazione
Il GSE accredita l’importo sul conto: non servono tasse da scalare. Fino a 15.000 € arriva in un’unica rata.
Un contributo del GSE, non una detrazione.
Con il Conto Termico 3.0 il GSE paga una parte della spesa quando una pompa di calore va in sostituzione del riscaldamento esistente. Chi può averlo, come si calcola e cosa serve, in base alle normative vigenti.
In breve
Il nostro lavoro è il sopralluogo, il dimensionamento e l’installazione. La domanda al GSE la presenta chi sostiene la spesa.
Il GSE accredita l’importo sul conto: non servono tasse da scalare. Fino a 15.000 € arriva in un’unica rata.
Serve un impianto di riscaldamento esistente e funzionante. Una casa senza riscaldamento, o con il solo raffrescamento, non rientra.
L’importo dipende da potenza, efficienza e zona climatica, e non può superare il 65% della spesa ammessa.
Rientrano le pompe di calore aria-aria, cioè i condizionatori che d’inverno riscaldano: split, multisplit e VRF.
Rientrano anche le pompe di calore aria-acqua, acqua-acqua e geotermiche, con radiatori, pavimento radiante o fancoil.
La domanda si presenta sul Portaltermico del GSE entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
Il Conto Termico 3.0 è aperto a privati, condomìni, imprese ed enti pubblici. Per le case dei privati vale sugli immobili accatastati nel gruppo A, escluse le categorie A/8, A/9 e A/10.
L’edificio deve avere già un impianto di riscaldamento funzionante: la pompa di calore lo sostituisce in tutto o in parte. La sostituzione parziale è ammessa solo se l’impianto ha più generatori di calore, e il nuovo impianto deve servire gli stessi ambienti di prima.
Il GSE non rimborsa una percentuale fissa: stima il calore rinnovabile che la pompa di calore produrrà in un anno e lo paga a una tariffa stabilita dal decreto. Entrano nel calcolo:
Per le macchine fino a 35 kW il contributo annuo si conta per 2 anni. Se il totale non supera 15.000 € viene pagato in un’unica rata, e in ogni caso non può superare il 65% della spesa ammessa.
In zona E, con radiatori, uno SCOP di 3,3 e un rendimento stagionale del 128% (il minimo è 110%): circa 1.650 € l’anno per 2 anni, cioè circa 3.300 € in un’unica rata.
In zona E, con uno SCOP di 4,6 e un rendimento stagionale del 181% (il minimo è 149%): circa 565 € l’anno per 2 anni, cioè circa 1.130 €.
Sono esempi indicativi: i valori della tua macchina sono nella sua scheda prodotto, e l’importo definitivo lo calcola il GSE.
La domanda va presentata sul Portaltermico entro 90 giorni dalla fine dei lavori. I fondi hanno un tetto annuo e le domande vengono accolte in ordine di arrivo: nel 2026 il GSE ha sospeso le nuove richieste dal 3 marzo al 13 aprile per l’alto numero di domande. Prima di partire conviene controllare sul sito del GSE che il portale accetti nuove richieste.
Il Conto Termico non si somma alle detrazioni per la stessa spesa: si sceglie tra questo, l’Ecobonus e il bonus casa. Il confronto è nella pagina sui bonus per condizionatori e pompe di calore.
Pagina aggiornata al 1º novembre 2026. Fonti ufficiali: Regole applicative del Conto Termico 3.0, domande frequenti del GSE, GSE, riapertura del portale.
Domande frequenti
Vuoi capire se il Conto Termico fa per te? Scrivici o chiamaci al 352 081 2213.
Sì, se il condizionatore è una pompa di calore che d’inverno riscalda e va in sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente. Per gli split e i multisplit fino a 12 kW lo SCOP minimo è 3,8 con i refrigeranti più diffusi.
Dipende da potenza, efficienza, tipo di macchina e zona climatica. In zona E, a titolo di esempio, una pompa di calore aria-acqua da 8 kW può arrivare a circa 3.300 € e uno split da 5 kW a circa 1.130 €. Il contributo non supera il 65% della spesa ammessa e l’importo definitivo lo calcola il GSE.
No: il Conto Termico vale solo in sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente e funzionante. Una casa senza riscaldamento, o con il solo raffrescamento, non rientra. Per la prima installazione di un condizionatore a pompa di calore si può usare il bonus casa.
Per la stessa spesa se ne sceglie uno solo. Il Conto Termico è un contributo che, fino a 15.000 €, arriva in un’unica rata e non richiede tasse da scalare; l’Ecobonus è una detrazione del 50% o del 36% recuperata in 10 anni. Dipende dal tipo di intervento e dalla tua situazione.
Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, sul Portaltermico del GSE. I fondi hanno un tetto annuo e le domande vengono accolte in ordine di arrivo, quindi conviene controllare sul sito del GSE che il portale accetti nuove richieste.
No: per il Conto Termico si usa un bonifico ordinario, non quello per le detrazioni, con il riferimento al D.M. 7 agosto 2025. In fattura va indicato l’intervento.