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Conto Termico 3.0 per pompe di calore e condizionatori

Un contributo del GSE, non una detrazione.

Con il Conto Termico 3.0 il GSE paga una parte della spesa quando una pompa di calore va in sostituzione del riscaldamento esistente. Chi può averlo, come si calcola e cosa serve, in base alle normative vigenti.

  • Sopralluogo gratuito
  • Dal 1968
  • Impresa certificata F-Gas
  • Assistenza tempestiva

In breve

Come funziona il Conto Termico 3.0.

Il nostro lavoro è il sopralluogo, il dimensionamento e l’installazione. La domanda al GSE la presenta chi sostiene la spesa.

Un contributo, non una detrazione

Il GSE accredita l’importo sul conto: non servono tasse da scalare. Fino a 15.000 € arriva in un’unica rata.

Solo in sostituzione

Serve un impianto di riscaldamento esistente e funzionante. Una casa senza riscaldamento, o con il solo raffrescamento, non rientra.

Fino al 65% della spesa

L’importo dipende da potenza, efficienza e zona climatica, e non può superare il 65% della spesa ammessa.

Anche i condizionatori

Rientrano le pompe di calore aria-aria, cioè i condizionatori che d’inverno riscaldano: split, multisplit e VRF.

Aria-acqua e geotermiche

Rientrano anche le pompe di calore aria-acqua, acqua-acqua e geotermiche, con radiatori, pavimento radiante o fancoil.

Domanda entro 90 giorni

La domanda si presenta sul Portaltermico del GSE entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Chi può averlo e per quali case

Il Conto Termico 3.0 è aperto a privati, condomìni, imprese ed enti pubblici. Per le case dei privati vale sugli immobili accatastati nel gruppo A, escluse le categorie A/8, A/9 e A/10.

L’edificio deve avere già un impianto di riscaldamento funzionante: la pompa di calore lo sostituisce in tutto o in parte. La sostituzione parziale è ammessa solo se l’impianto ha più generatori di calore, e il nuovo impianto deve servire gli stessi ambienti di prima.

I requisiti tecnici principali

  • Efficienza minima: la pompa di calore deve rispettare i valori minimi di efficienza stagionale previsti dai regolamenti europei (Ecodesign). Per esempio, per uno split o un multisplit fino a 12 kW con i refrigeranti più diffusi lo SCOP minimo è 3,8.
  • Regolazione: su tutti i radiatori vanno montate valvole termostatiche o un’altra regolazione modulante, salvo alcune eccezioni, per esempio gli impianti che lavorano a meno di 45 °C.
  • Messa a punto: l’impianto di distribuzione va messo a punto ed equilibrato.
  • Vecchio generatore: va smaltito, con il relativo certificato.
  • Solo unità esterna: se l’impianto esistente è già una pompa di calore split, multisplit o VRF, in alcuni casi si può sostituire la sola unità esterna, tenendo le unità interne. Va verificato che siano compatibili con la macchina nuova.

Come si calcola il contributo

Il GSE non rimborsa una percentuale fissa: stima il calore rinnovabile che la pompa di calore produrrà in un anno e lo paga a una tariffa stabilita dal decreto. Entrano nel calcolo:

  • la potenza della pompa di calore (Prated), dichiarata dal produttore nella scheda prodotto;
  • la zona climatica del comune: più è fredda, più ore di funzionamento si contano (in zona E, come gran parte della provincia di Pavia, il coefficiente è 1.700);
  • l’efficienza della macchina (SCOP e rendimento stagionale): più è alta rispetto al minimo di legge, più sale il contributo;
  • il tipo di pompa di calore, che fissa la tariffa: 0,070 € per kWh per gli split fino a 12 kW, 0,15 € per le aria-acqua fino a 35 kW, 0,16 € per acqua-acqua e geotermiche fino a 35 kW.

Per le macchine fino a 35 kW il contributo annuo si conta per 2 anni. Se il totale non supera 15.000 € viene pagato in un’unica rata, e in ogni caso non può superare il 65% della spesa ammessa.

Esempio 1: pompa di calore aria-acqua da 8 kW in sostituzione della caldaia

In zona E, con radiatori, uno SCOP di 3,3 e un rendimento stagionale del 128% (il minimo è 110%): circa 1.650 € l’anno per 2 anni, cioè circa 3.300 € in un’unica rata.

Esempio 2: condizionatore split da 5 kW in sostituzione di un vecchio impianto

In zona E, con uno SCOP di 4,6 e un rendimento stagionale del 181% (il minimo è 149%): circa 565 € l’anno per 2 anni, cioè circa 1.130 €.

Sono esempi indicativi: i valori della tua macchina sono nella sua scheda prodotto, e l’importo definitivo lo calcola il GSE.

Cosa serve per la domanda

  • Fatture e bonifici: il pagamento va fatto con bonifico ordinario, non quello per le detrazioni, con il riferimento al D.M. 7 agosto 2025. In fattura va indicato l’intervento.
  • Fotografie: le targhe dei generatori sostituiti e installati, i generatori stessi, il locale prima e dopo i lavori e le valvole termostatiche. Se la macchina sostituita è una pompa di calore, dalla targa deve risultare la potenza in riscaldamento, oppure serve una documentazione tecnica equivalente.
  • Documenti dell’impianto: il certificato di smaltimento del vecchio generatore, la dichiarazione di conformità (D.M. 37/08), dove prevista, e il libretto d’impianto.
  • Certificazione del produttore: per le macchine fino a 35 kW va allegata quando il contributo supera 3.500 €; sotto quella soglia va conservata. Se il modello è nel Catalogo degli apparecchi del GSE la domanda è semplificata e la certificazione non va inviata.

Scadenze e fondi

La domanda va presentata sul Portaltermico entro 90 giorni dalla fine dei lavori. I fondi hanno un tetto annuo e le domande vengono accolte in ordine di arrivo: nel 2026 il GSE ha sospeso le nuove richieste dal 3 marzo al 13 aprile per l’alto numero di domande. Prima di partire conviene controllare sul sito del GSE che il portale accetti nuove richieste.

Il Conto Termico non si somma alle detrazioni per la stessa spesa: si sceglie tra questo, l’Ecobonus e il bonus casa. Il confronto è nella pagina sui bonus per condizionatori e pompe di calore.

Pagina aggiornata al 1º novembre 2026. Fonti ufficiali: Regole applicative del Conto Termico 3.0, domande frequenti del GSE, GSE, riapertura del portale.

Domande frequenti

Conto Termico per pompe di calore: le domande più frequenti.

Vuoi capire se il Conto Termico fa per te? Scrivici o chiamaci al 352 081 2213.

Il Conto Termico vale anche per i condizionatori?

Sì, se il condizionatore è una pompa di calore che d’inverno riscalda e va in sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente. Per gli split e i multisplit fino a 12 kW lo SCOP minimo è 3,8 con i refrigeranti più diffusi.

Quanto si prende con il Conto Termico per una pompa di calore?

Dipende da potenza, efficienza, tipo di macchina e zona climatica. In zona E, a titolo di esempio, una pompa di calore aria-acqua da 8 kW può arrivare a circa 3.300 € e uno split da 5 kW a circa 1.130 €. Il contributo non supera il 65% della spesa ammessa e l’importo definitivo lo calcola il GSE.

Si può avere se in casa non c’è il riscaldamento?

No: il Conto Termico vale solo in sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente e funzionante. Una casa senza riscaldamento, o con il solo raffrescamento, non rientra. Per la prima installazione di un condizionatore a pompa di calore si può usare il bonus casa.

Meglio il Conto Termico o l’Ecobonus?

Per la stessa spesa se ne sceglie uno solo. Il Conto Termico è un contributo che, fino a 15.000 €, arriva in un’unica rata e non richiede tasse da scalare; l’Ecobonus è una detrazione del 50% o del 36% recuperata in 10 anni. Dipende dal tipo di intervento e dalla tua situazione.

Entro quando va presentata la domanda?

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, sul Portaltermico del GSE. I fondi hanno un tetto annuo e le domande vengono accolte in ordine di arrivo, quindi conviene controllare sul sito del GSE che il portale accetti nuove richieste.

Serve il bonifico parlante?

No: per il Conto Termico si usa un bonifico ordinario, non quello per le detrazioni, con il riferimento al D.M. 7 agosto 2025. In fattura va indicato l’intervento.

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