L’isolamento dell’edificio
Isolamento, superfici e zona climatica dicono quanto calore serve d’inverno: è il punto di partenza del dimensionamento.
La caldaia è da cambiare? Valuta la pompa di calore.
Verifichiamo se il tuo edificio e il tuo impianto permettono di passare alla pompa di calore, in tutto o in parte. Poi la dimensioniamo, la installiamo e la seguiamo nel tempo.
È pensata per
Cosa cambia
La caldaia produce calore bruciando gas o gasolio. La pompa di calore lo preleva dall’aria esterna e lo porta nell’impianto usando l’energia elettrica: per questo, se è dimensionata correttamente, consuma meno energia.
Nella sostituzione si usa di solito una pompa di calore aria-acqua, collegata all’impianto che hai già: pavimento radiante, fancoil o radiatori. Può produrre anche l’acqua calda sanitaria, con un bollitore di accumulo.
Prima di decidere
Sono le cose da valutare al sopralluogo, che è gratuito e senza impegno.
Isolamento, superfici e zona climatica dicono quanto calore serve d’inverno: è il punto di partenza del dimensionamento.
Pavimento radiante e fancoil lavorano con acqua a bassa temperatura, la condizione migliore per la pompa di calore. Con i radiatori va verificato se bastano quelli esistenti.
Se la pompa di calore deve produrre anche l’acqua calda, di solito serve un bollitore di accumulo, e lo spazio per installarlo.
L’unità esterna ha bisogno di un punto con aria libera intorno, scelto tenendo conto anche del rumore.
Con la pompa di calore il riscaldamento passa all’elettricità: a volte conviene aumentare la potenza del contatore.
Se l’edificio non permette di passare del tutto alla pompa di calore, si può affiancarla a una caldaia a condensazione: è il sistema ibrido.
Come lavoriamo
Valutiamo l’edificio e l’impianto che hai. Senza costi e senza impegno.
Dimensioniamo la pompa di calore e ti presentiamo un preventivo chiaro.
Installiamo la pompa di calore e la colleghiamo all’impianto.
Controlli periodici e assistenza anche dopo l’installazione.
In base alle normative vigenti, quando la pompa di calore va in sostituzione dell’impianto di riscaldamento esistente gli incentivi principali sono due. Per la stessa spesa se ne usa uno solo.
Scadenze, documenti e cosa cambia dal 2027 li trovi nella pagina Bonus condizionatori e pompe di calore.
Aggiornato al 30 ottobre 2026. Fonti ufficiali: vademecum ENEA sulle pompe di calore, GSE, Conto Termico 3.0, guida dell’Agenzia delle Entrate.
Perché IMPES
Domande frequenti
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In molti casi sì, ma va verificato edificio per edificio: contano l’isolamento, i terminali (pavimento radiante, fancoil o radiatori), la produzione di acqua calda sanitaria e lo spazio per l’unità esterna. Lo vediamo al sopralluogo, che è gratuito.
Spesso sì. I radiatori sono pensati per acqua più calda di quella con cui la pompa di calore rende al meglio: va verificato se quelli esistenti bastano a scaldare gli ambienti a temperatura più bassa. Se non bastano, si può intervenire su alcuni radiatori o valutare un sistema ibrido.
Dipende dalla potenza necessaria, dai terminali, dall’acqua calda sanitaria e dai lavori di collegamento: per questo il preventivo arriva dopo il sopralluogo gratuito. In base alle normative vigenti, gli incentivi possono coprire una parte della spesa.
A volte sì, perché con la pompa di calore il riscaldamento passa all’elettricità. Dipende dalla potenza della pompa di calore e dagli altri consumi di casa: è una delle cose da valutare al sopralluogo.
Per il riscaldamento no, e nemmeno per l’acqua calda sanitaria se la produce la pompa di calore. Il gas resta solo se in casa c’è un piano cottura a gas, oppure con un sistema ibrido, dove la caldaia a condensazione affianca la pompa di calore.
In base alle normative vigenti, nel 2026 gli incentivi principali sono l’Ecobonus, una detrazione del 50% o del 36% in 10 anni, e il Conto Termico 3.0, un contributo del GSE fino al 65% della spesa ammessa. Trovi tutto nella pagina Bonus condizionatori e pompe di calore.